Ve lo ricordate Bertone nell'aprile del 2010 quando si lanciava in un vergognoso, ignobile, ignorante, stupido, arrogante parallelo tra pedofilia e omosessualità?
Si può ancora leggere qui.
Chissà perché stasera mi torna in mente, dopo aver sentito un tal viceministro dalla carriera universitaria fulminante (in Italia!) esprimere giudizi su di un mondo che gli è oscuro. Se proprio vi va, potete leggerlo qua.
Va di moda così, preti che parlano di sessualità e privilegiati che discorrono di "sfigati" (che poi, un giorno bisognerebbe spiegargliela l'etimologia del termine, ai dotti "figati").
Stamattina il telegiornale ci informava che la cantante Fiorella Mannoia ritiene una sua idea di ciò che la politica dovrebbe fare: «nella politica - dice al Tg3 - c'è bisogno di concretezza.»
La notizia, per me, è che l'opinione di una cantante su temi altri dalla musica "faccia notizia".
Ma in effetti, tutto torna.
Non sorprendetevi, però, se in tutto questo tornare il cervello prenda il volo. Sono solo asini che volano.
A proposito, qua ci vuole un po' di Bukowski per fronteggiare tanta volgarità:
ASINI CHE VOLANO
il territorio del diamante e il territorio della
croce
e il territorio del ragno e il territorio
del macellaio
divisi per il territorio di te e di me
sottratti al territorio della realtà
matematica
moltiplicati per quelle lapidi sotto
la luna
solo tirare avanti
è un miracolo più grande dello stesso ciclo vita-morte
tirare avanti, cioè,
contro l'inutilità
-
è diverso che vivere,
diciamo, come vive una mosca;
il cervello ci dà abbastanza luce per sapere
che vivere è, nel migliore dei casi, solo un sacrificio
Devo ringraziare il mio amico Guido per avermi indicato l'intervista a James Daunt, apparsa sul Venerdì di Repubblica dello scorso 20 gennaio. Come si legge già nel sommario iniziale:
«MENTRE TUTTI CHIUDEVANO, LUI HA APERTO SETTE BOOKSHOPS DI SUCCESSO A LONDRA. E ORA È STATO CHIAMATO A RISANARE LA PIÙ GRANDE CATENA INGLESE. JAMES DAUNT SVELA IL SUO SEGRETO: LUOGHI FASCINOSI E COMMESSI COMPETENTI»
Scoprire che un imprenditore di successo esprima gli stessi concetti che esprimevo mesi fa agli amici, quando vedevo "da dentro" il funzionamento di una libreria di una nota catena italiana, quando ero schifata dai metodi di scelta, "formazione" e trattamento di commessi (chiamati librai tanto per rabbonirli) che vendono libri con minore competenza con cui potrebbero vendere arance... ma con molta presunzione in più, capaci di proporre un libro della Tamaro a chi evidentemente non prenderebbe mai in considerazione l'ipotesi di leggerlo, insistendo perché così gli ha ordinato il "capo"... e beccandosi (per fortuna) un'imprecazione... beh, certo mi fa molto piacere. Ma non ho lo spirito imprenditoriale, e per di più vivo (ancora) in Italia.
Quindi è tutta consapevolezza inutile. Che, d'altronde, è il destino di quasi tutta la consapevolezza... ma questa è tutta un'altra storia.
Qua, in Italia, vige la legge del cretino, come già mi ricordava qualche giorno fa Fruttero: il presupposto principale per avere successo in questo bel paese (sempre di merda, con o senza presidenti del consiglio mafiosi conclamati) è quello di essere il più possibile incompetenti nel "proprio campo".
E mi taccio qui, perché avrei troppo da dire sull'argomento e devo trovare il modo di farlo in un altro modo... Ma non posso non notare che in italiano non si dice né si scrive "bookshops" (e neanche films, reporters, functions, ecc. con buona pace di chi continua spavaldamente a usare quelle esse finali convinto di dimostrarti così la sua cultura). Sa di beffa, ma se uno scrive dell'importanza della competenza (e mi riferisco alla redazione, perché i sommari non sempre li scrive l'autore dell'articolo) dovrebbe stare più attento ad evitare errori che facciano cadere il ragionamento in un pericoloso paradosso logico...
In ogni caso l'intervista è interessante ed è pag 104. Buona lettura.
È morto Carlo Fruttero, ieri. Il suo ritratto del "cretino", scritto insieme a Franco Lucentini, è ovviamente sempre più attuale. Se ne trova conferma nelle altre notizie che sfilano, negli stessi giorni, sui palinsesti delle emittenti di messaggi scritti e parlati da cui siamo bombardati. E in particolare, in questi giorni, risalta la notizia del comandate di una nave da crociera che pare abbia giocato con la vita di più di quattromila persone con la leggerezza con cui si manovra una barchetta in uno stagno.
A chi continua a dire che è il caso a governare l'esistenza, oggi più di ieri (e in un crescendo di intensità e schifo, sempre più di prima) mi sento di rispondere che siamo governati dall'incompetenza che trova le sue radici, in estrema sintesi, nella proliferazione della "bêtise", che così lucidamente Fruttero e Lucentini hanno delineato:
«Poco interessanti catene di cause e effetti terapeutici, dietetici, sociali, politici, tecnologici spiegano l'esponenziale proliferazione della "bêtise". Figlia del progresso, dell'idea di progresso, essa non poteva che espandersi in tutte le direzioni, contagiare tutte le classi, prendere il sopravvento in tutti i rami dell'umana attività. È stato grazie al progresso che il contenibile «stolto» dell'antichità si è tramutato nel prevalente cretino contemporaneo, personaggio a mortalità bassissima la cui forza è dunque in primo luogo brutalmente numerica; ma una società ch'egli si compiace di chiamare «molto complessa» gli ha aperto infiniti interstizi, crepe, fessure orizzontali e verticali, a destra come a sinistra, gli ha procurato innumeri poltrone, sedie, sgabelli, telefoni, gli ha messo a disposizione clamorose tribune, inaudite moltitudini di seguaci e molto denaro. Gli ha insomma moltiplicato prodigiosamente le occasioni per agire, intervenire, parlare, esprimersi, manifestarsi, in una parola (a lui cara) per «realizzarsi».
Sconfiggerlo è ovviamente impossibile. Odiarlo è inutile. Dileggio, sarcasmo, ironia non scalfiscono le sue cotte d'inconsapevolezza, le sue impavide autoassoluzioni (per lui, il cretino è sempre «un altro»); e comunque il riso gli appare a priori sospetto, sconveniente, «inferiore», anche quando − agghiacciante fenomeno − vi si abbandona egli stesso.»
(da La prevalenza del cretino, Fruttero & Lucentini, Mondadori 1985)
Edoardo Sanguineti, da Varie ed eventuali: poesie 1995-2010, Feltrinelli 2010
(per ingrandire usare i tasti zoom in alto a destra. Per scorrere le pagine, la barra laterale. Insomma, il post è dinamico ed è preso da http://books.google.it/books?id=yTsC4xe9ovsC&hl=it)
.ho ricevuto questo comunicato stampa e lo diffondo con piacere. Sabato 7 gennaio 2012, dalle ore 18, l’Osservatorio Migranti Basilicata sarà in Piazza Castello a Venosa con un banchetto informativo. A due anni dalla rivolta dei braccianti africani a Rosarno, e contemporaneamente ad altre città d’Italia, saremo in piazza per parlare delle condizioni di vita e lavoro dei lavoratori migranti, soprattutto nell’agricoltura dei nostri territori, e per sostenere le mobilitazioni dei braccianti africani nella Piana di Gioia Tauro. Vogliamo denunciare il fatto che le condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori immigrati in Basilicata, come in Calabria, in Puglia e in altre regioni, continuano a restare drammatiche e disumane dopo tante promesse e tanti interventi poco utili e poco efficaci. Vogliamo denunciare il fatto che la crisi economica sta tormentando anche le imprese agricole, per cui sempre più intere famiglie di agricoltori scivoleranno nel baratro della povertà. Saremo in Piazza per informare e discutere su questi temi, ma anche del Ciet di Palazzo San Gervasio, di nuove povertà, di welfare, di sovranità alimentare, di consumo critico, e per fare il punto sulle campagne “SOS Rosarno”, “L’Italia sono anch’io”, “Diritto di scelta”, “Appello per i Tunisini scomparsi”, e sulla lettera inviata dall’OMB al Ministro Riccardi per “Chiudere il CIET di Palazzo San Gervasio”.
Appena esco dal portone D. mi viene incontro con il suo carico di domande irrisolte:
- la gente è cattiva? o è malata? perché mi guarda storto? ha paura di me? che gli ho fatto? e cosa ti mangi oggi? pasta asciutta? e ce l'hai i soldi? e perché mi fanno innervosire? sono scemi? non si può sapere? non c'è un perché?
(devo ammettere che i suoi quesiti superano in profondità quelli della maggior parte della gente che ho incontrato nell'ultimo anno)
sì D., spesso la gente è strana, un po' malata e anche piuttosto spaventata. Ma non ha la minima idea del perché.
- allora li devo sparare?
beh, ecco, magari questa non è la soluzione migliore...
- perché l'indifferenza è la migliore arma, giusto?
(caspita, D. ha studiato sodo ultimamente...)
direi di sì, fai finta di niente.
- però mi fanno innervosire! ma perché fanno così? non li capisco!
non li capisco neanche io, sai...
- allora non c'è un perché? è così e basta?
sì, forse non c'è un perché.
- mi regali 5 euro? il 16 maggio è il mio compleanno, mi regali 5 euro? hai visto Mario Merola in tivù ieri?
non ho visto Mario Merola, ma il 16 maggio ti regalo 5 euro. Intanto, però, buon anno, D. devo andare.
- lo sai che mi hanno tolto la pensione?
porca miseria, e perché?
- perché la gente è strana, un po' spaventata, e sempre più malata...
ma allora che dobbiamo fare?
- niente, e che ci vuoi fare, facciamo finta di niente perché l'indifferenza è la migliore arma.
dici? non ne sono più così convinta. Forse la gente è cattiva, semplicemente.
- e che ci vuoi fare? li dobbiamo sparare?
beh, sparare no, ma potremmo arrabbiarci...
- il dottore ha detto che devo stare calmo e che devo parlare solo con chi mi vuole bene.
già, hai ragione, restiamo calmi... e parliamo solo con chi ci vuole bene... allora buon anno D., io vado che la gente già mi guarda storto perché sto parlando con te e mi sta ricordando di stare attenta perché sei pericoloso... perché sai, la gente è strana, un po' malata e molto spaventata... ma soprattutto, mediamente, molto stupida, egoista, ipocrita e qualche volta pure stronza...
- ti sei offesa?
e perché?
- cia'. Ti sei offesa?
no, no cia'...
- ti sei offesa?
...
la verità è una cagna che si rotola nel fango, che si rotola felice e compiaciuta di sporcarsi, che si rotola felice di schizzarti. la verità si rotola nel fango e dopo due o tre giri non la riconosci più. e lei, felice di confonderti, continua a rotolarsi e diventa fango, la cagna, e rotolando ti schizza fango negli occhi fino a quando non riconosci più la differenza tra te e il fango. e quando la cagna, rotolandosi felice nel fango, è riuscita a confondere se stessa con il fango e il fango con i tuoi occhi, tutto intorno non c'è che fango e il fango, essendo l'unica cosa che vedi, è costretto, suo malgrado, ad essere anche la tua Verità.
Non voltatevi
dall'altra parte
ma guardate
voi bravi borghesi
fisso negli occhi
i giovani neonazisti
che nel vostro Stato
hanno imparato
da capo la fede
nella vecchia follia
Non guardate
abbastanza bene
se in quegli occhi azzurri
o castani
o anche grigi
non
vedete
per un attimo
anche la vostra immagine riflessa
Uno... può fare tutto nel modo giusto, attenendosi strettamente alle regole, sull'oceano, e l'oceano lo ucciderà ugualmente. Ma, se è abile a fare il punto, per lo meno saprà dove si trova al momento di morire.
Justin Scott, Il killer dei mari
Devo prendere appunti su quello che è successo oggi.
Era il giorno degli "indignati". In tutto il mondo si è manifestato per affermare che il "popolo" non è più d'accordo con chi lo governa sotto l'unica prepotente, violenta legge del mercato. Contro lo strapotere delle banche sulla vita delle persone. Contro le politiche inique che affamano i più e arricchiscono i soliti, pochi e noti.
In tutto il mondo è stato un giorno di festa. Tranne che in Italia.
A noi piace l'equivalenza: dissenso = violenza. Così, ad ogni manifestazione del dissenso, riusciamo ad associare almeno un'accusa a carico di chi protesta. Come facciamo? Beh, siamo italiani, la fantasia non ci manca di certo.
Ho sentito nel primo pomeriggio che "500 black bloc" hanno distrutto una manifestazione di 200mila persone arrivate da tutta nazione.
Eran 500, eran giovani e armati, e non sono stati fermati.
Ho sentito dire (dal tg3) che sono arrivati "dai centri sociali e dai No tav".
Quando l'hanno visti, il capo coperto, e le mani armate e quella scritta in petto: "Vengo dai centri sociali e dalla Val di Susa, sono un No-Tav ovvero un teppista e sono qua per distruggere tutto", gli hanno ceduto il passo, spostando la polizia un po' più in là, dove non potesse dare fastidio.
Più tardi, in serata, i 500 prodi eroi della patria sono diventati 3000 e si sono messi d'accordo su twitter.
La moltiplicazione delle bufale è l'operazione meglio riuscita dai replicanti sedicenti giornalisti.
Domani saranno "migliaia di criminali che armati di smartphone hanno assediato la capitale e incendiato auto, banche, cassonetti dei rifiuti, una camionetta della polizia".
Sai che bella immagine daremo al mondo, quando vedranno le immagini di "PresaDiretta" in cui gli assalti e le distruzioni proseguono indisturbate nell'assenza di controlli.
La replicante che blatera dagli schermi televisivi del tiggìtre accusa di ingenuità due giovani "indignati" - di cui uno privo della capacità di mettere insieme una frase di senso compiuto, ma dove l'hanno preso? potevano dare la parola a qualcun altro, in mezzo a 200mila persone non ne hanno trovato uno in grado di assemblare un discorso logico? -
Li accusa di non avere previsto un servizio d'ordine. I due cercano di spiegare che non avevano esperienza di manifestazioni, e che non avevano previsto una tale partecipazione.
La blaterante impugna il coltello dalla parte del manico e affetta ogni affermazione con pronta derisione.
Ma, scusate tanto, il "servizio d'ordine" d'una società non dovrebbe essere assolto principalmente dallo Stato attraverso le forze, appunto, dell'ordine?
La manifestazione era stata autorizzata, dunque è la Questura a dover controllare che non ci siano criminali, come oggi, il giorno dopo, sono tutti concordi nel chiamare quei 500 devastatori.
E poi, soprattutto, a chi giova?
Contro chi hanno manifestato la loro rabbia (o gioia) distruttrice? Contro le banche, contro lo Stato? O contro gli "indignati" che non hanno potuto svolgere la loro manifestazione? O contro la società civile? O contro la libertà di espressione?
A volte, anzi spesso, è sufficiente guardare i fatti e i loro effetti per comprendere la realtà. E questi fatti parlano chiaro: le vittime delle violenze di ieri sono i cittadini di Roma e i manifestanti, ma soprattutto la libertà di manifestare, la libertà di esprimere il dissenso.
Non ho ancora sentito i commenti di oggi, ma ne sono certa. Qualcuno non perderà l'occasione di urlare la necessità di censurare ancora, dopo la tivù anche tutti gli altri canali di informazione, per lasciare che le notizie siano ben selezionate e presentate soltanto nel modo "giusto". Vorrei sbagliarmi, ma temo che stiano preparando i bavagli con mezzi sempre più intimidatori.
State a casa gente, manifestare è pericoloso. State zitti gente, il nemico vi ascolta e vi denuncia per diffamazione.
C'ha ragione il nostro amato presidente. È davvero un bel paese di merda.
È singolare che in Italia tutti affermino di odiare la matematica (riferendosi alle quattro operazioni che si imparano a scuola), ma tutti (e soprattutto gli stessi) si lancino in considerazioni pseudo-scientifiche a commento di notizie che per comprenderle bisognerebbe aver studiato la fisica delle particelle elementari, per la cui comprensione è necessario aver capito ben più della matematica scolastica. Ma che dire, se il "nostro" ministro dell'istruzione crede che esista un tunnel scavato sotto terra che va dal Cern al Gran Sasso, beh, allora chiederò al mio cane di spiegarmi come funziona il tunnel, la teoria della relatività e come un neutrino superluminale può metterla in crisi.
Se voi non avete un cane a disposizione e capite qualcosa in più di matematica e di fisica di quello che potrebbe spiegarvi il nostro ministro, potreste leggere i dati relativi all'esperimento in questione. Buona lettura.
A parte le battute (anche mie) di dubbio gusto sulla mano dal cielo che viene ad attuare la tanto acclamata "Secessione" del "popolo padano" da quello "romano e terrone", vorrei capirne di più.
Sul sito della Protezione Civile trovo un'illuminante notizia: un Comitato operativo della Protezione Civile è in seduta permanente. Non dev'essere una stronzata, allora, questa dei frammenti di satellite che potrebbero colpire il Nord Italia.
«Nel corso dell’ultimo aggiornamento del Comitato Operativo, il Comitato tecnico scientifico, sulla base dell’ultimo bollettino emesso dall’Istituto Isti del Cnr per nome e conto dell’Agenzia Spaziale Italiana (quest’ultima anche membro dello IADC – Inter-Agency Space Debris Coordination Committee, rete delle 12 maggiori agenzie spaziali mondiali, tra cui la Nasa) ha comunicato i seguenti aggiornamenti: - l’aumento all’1,1% della probabilità che uno o più frammenti del satellite possano cadere in territorio italiano;- la conferma di una sola fascia oraria di interesse per l’Italia, ovvero quella tra le 3:34 e le 4:12 del 24 settembre. » (continua)
Ma la cosa più divertente sono le raccomandazioni:
stare al chiuso, ai piani bassi degli edifici e sotto i vani delle porte o sotto i muri portanti.
Insomma, stanotte mettete la sveglia alle 3:30, scendete in cantina e organizzate un pigiama-party.
E questi (la Nasa) sono quelli che esplorano l'Universo e quelli (la Protezione civile) quelli che ci devono proteggere da eventi catastrofici?
Mi rendo conto che è difficile prevedere quali frammenti del satellite si staccheranno nell'impatto con l'atmosfera e la loro traiettoria... per me... ma non dovrebbe esserlo per loro!!!
Forse questi calcoli andavano fatti prima di spedire un satellite in orbita, non credete? O pensavano di aver creato dei congegni eterni?
Insomma, stiamo dicendo che la Nasa spedisce degli oggetti in orbita e poi, quando non le servono più, non sa come disfarsene senza mettere a repentaglio la vita di qualcuno (ma di qualcuno molto distante da loro)?
In ogni caso, stanotte, se vi capita di vedere un frammento cadere, esprimete un desiderio. Non si sa mai.
L'azione dell'opposizione di governo potrebbe riassumersi in un verso di una vecchia canzoncina: "Capo facci cambiare, facci cambiare capo."
Aspettano, braccia conserte, che il ladro lasci volontariamente la casa prima di averla svaligiata del tutto.
Strane pretese.
"Parla con me" non parlerà più su RaiTre. L'ha deciso il CdA della Rai. In compenso, "L'isola dei famosi" è stata finanziata anche per quest'anno. Si conferma dunque la linea dura dell'Azienda contro l'imbarbarimento della televisione e a favore dello sviluppo culturale ed economico del Paese (di merda).
ci interroghiamo sui significati
più reconditi
interpretando gesti e versi
di questo mondo ignaro
di noi e dei nostri tentativi
un po' ridicoli
di comprensione
del nostro egoistico
bisogno
di previsione
e di sottomissione...
ma in fin dei conti
ammettilo, dai
che in fondo in fondo
lo sai
can che abbaia
forse non morde
ma di sicuro, di notte
rompe
Oggi mi ubriaco di libertà. Nessuna decisione storica, nessuna scelta fondamentale. Solo quello che mi passa per la mente, senza alcun ordine o criterio. Ma poco. Ho iniziato un racconto che non ricordo già più, dato l'acqua ad una sola pianta, rifatto il letto nel pomeriggio, ritrovato una cosa che avevo dovuto perdere vent'anni fa.
Poi ho visto passare molte frasi che potrebbero diventare discorsi, riflessioni e perfino idee, se non addirittura conversazioni. Se solo ce ne fosse ancora il tempo... ma libero. E per questa settimana è tutto, that's all. Il resto è già tutto occupato. Il suono non ti riguarda, però. È un tempo preso che sembra perso. È un tempo già fuori tempo. Sì, consolati pensando che il suono legato suona meglio, a volte. E il libero stona, se non c'è armonia. Anche l'improvvisazione ha le sue regole e le rispetta, pur senza umilianti ossequiosi inchini alla platea. Ma dietro quel sorriso accennato lo sai bene che te la stai raccontando, e male. Si sente il fischio del microfono, la distorsione dell'accordo involontario e perciò stonato. Forse il tempo si batte solo per sottrazione... meno cose da fare, meno pensieri da rincorrere... ma gli occhi non sorridono a comando e mentre credi di goderti la sbronza sei già tornato sobrio. E anche questa dose di libertà è già violata. Ma via, via.
"Vedendo questa gente che striscia ai piedi del tiranno talvolta ho pietà della loro stupidità. Non basta che obbediscano, devono compiacerlo, devono ammazzarsi per i suoi affari."
(Étienne de La Boétie , "Discorso sulla servitù volontaria")
Fino a che punto bisogna essere intelligenti per essere stupidi?
Gli altri le hanno detto ch'era stupida. Quindi si è resa
stupida così da non vedere quanto erano
stupidi a pensare che era stupida,
perché era male pensare che loro erano stupidi.
Ha preferito essere stupida e buona,
piuttosto che cattiva e intelligente.
È male essere stupidi: bisogna che sia intelligente
per essere così buona e stupida.
È male essere intelligenti, perché ciò mostra
quant'erano stupidi
a dirle quant'era stupida.
(R.D.Laing, "Nodi")
"Quando discuti con un avversario prova a metterti nei suoi panni, lo comprenderai meglio... Ho seguito questo consiglio ma i panni dei miei avversari erano così sudici che ho concluso: è meglio essere ingiusto qualche volta che provare di nuovo questo schifo che fa svenire."
(Antonio Gramsci, "Odio gli indifferenti")
Anche il silenzio stanca e questo blog ne è la prova. E' diventato noioso, noioso da morirne...
In estrema sintesi, mi dispiace per i pochi affezionati amici che continuano a visitarlo, di tanto in tanto, senza trovarvi più niente di nuovo. D'altronde, da molto tempo non trovo più il tempo, e quando i pensieri inciampano nei paradossi, è decisamente meglio lasciare che si perdano per tutto il tempo necessario, ma senza inseguirli per troppo...
à bientôt
“La notte della Rete” è una diretta no-stop (in streaming su decine di blog e alcune tv locali) organizzata da cittadini e associazioni per dire “No” alla delibera Agcom che, pensata per contrastare la pirateria, dà all’Autorità il potere di oscurare siti, o rimuovere contenuti, senza passare dalla decisione di un giudice.
Ho sentito passare un'auto da cui un megafono invitava ad andare a votare, il 12 e 13 giugno prossimi, e ho provato un sottile piacere pensando che fosse un gruppo di cittadini qualsiasi che si era presa la briga di ricordare ai loro simili questo appuntamento con la democrazia. Non importa se non era vero, se non era davvero un gruppo di cittadini qualsiasi. Per un attimo mi è sembrato un bel mondo, una bella città... e ci ho voluto credere.
Votare è un diritto attraverso cui esprimiamo la nostra sovranità, come cittadini. Perciò penso che sia importante votare, soprattutto per i referendum, che sono rimasti l'unica occasione reale di esprimere in modo abbastanza esplicito, chiaro e trasparente, la nostra volontà. E perciò è altrettanto importante, per chi ci considera soltanto come sudditi che riempiono con le tasse le loro tasche, che non andiamo a votare... tra scegliere e subire, a noi la scelta...
Io non lo so se questo gioco vale la candela. Non so se vale due pasti al giorno e una colazione di corsa. Oppure è un gioco da mezza pensione? sì, mezza, magari. Se ti va bene ne avrai un quarto, o un sesto... e altrimenti nisba. È meglio che non te lo chiedi, se questo gioco vale la candela, lascia stare queste domande a chi può farne a meno. È semplice, poi. Questo è il gioco che ti tocca di fare. Ed è colpa tua, lo sai. Quelli che il mondo l'hanno sempre guardato da dietro un vetro appannato, ti insegneranno con aria sorniona che te la sei cercata, che ti sei scelta la vita che hai e sei fortunato perché c'è sempre qualcuno che sta peggio di te. Guarda i bambini nomadi, guarda gli operai della Fiat. Ma non stanno parlando di sé. Loro hanno sempre scelto bene, e se non hanno vinto il Nobel per l'Ottima Scelta è solo perché non sono abbastanza ammanicati con le Lobby. Poveretti, non ti fanno pena?
Io non lo so se questa rabbia vale la parola. Non so se vale due passi al sole e una colazione di corsa. Oppure è una rabbia di mezza stagione? sì, mezza, magari! Se ti va bene ne avrai un quarto, o un sesto... due giorni alpiù... d'alta stagione, e altrimenti nisba. È meglio che non te lo chiedi, se questa rabbia vale la parola, lascia stare queste domande a chi può farne a meno. È semplice, poi. Questa è la rabbia che ti tocca di avere. Ed è colpa tua, e lo sai. Quelli che il mondo l'hanno sempre goduto da dietro uno specchio appannato, ti insegneranno con fare sarcastico che te la sei cercata, che ti sei scelta la rabbia che hai e sei fortunato perché c'è ancora qualcuno che sta molto, molto peggio di te. Guarda i bambini libanesi, le bambine afgane, guarda gli operai della Thyssen, ma non guardare loro, no, loro no. Perché loro hanno sempre scelto bene fin dall'inizio e sono in attesa di ricevere il Nobel per l'Ottimo Umore, che prima o poi qualcuno si renderà conto del loro valore e finalmente li premierà.
In attesa di quel giorno, lascia che ti insegnino due o tre cose fondamentali sulla vita, e non fissarti sulla tua che è così banale, pensa alla loro. Reggi lo specchio e rispondi alla loro domanda fondamentale: Specchio, specchio delle mie brame, chi è il più bello/intelligente/brillante/colto/geniale di tutto il reame?
Il caso De Mattei è solo l'ultimo esempio del fatto che in Italia anche se sei un idiota puoi ricoprire un ruolo di grande responsabilità. Ma, come direbbe un matematico, è un "se" o un "se e solo se"? Ovvero, è una condizione sufficiente o anche necessaria?
Siamo diventati talmente democratici, che quando un deficiente o un megalomane parla, non solo gli crediamo, ma lo adoriamo. E più è fuori di testa e più gli affidiamo le sorti della Nazione e già che ci siamo anche quelle delle nostre, molto più banali, esistenze. Scoppiati e farabutti di ogni ordine e grado, non indugiate! entrate, prego, fatevi pure largo a spintoni, calci e sputi ché c'è ancora spazio, non siamo ancora al completo. Ancora galleggiamo... Sì, abbiamo già nani, pagliacci, mentecatti, paranoici, psicotici, iracondi, cocainomani, megalomani, cleptomani, erotomani, esaltati, meretrici, utilizzatori finali, utilizzatori iniziali e pure di medio corso, corrotti, corruttori, mafiosi, ladri, affaristi spietati, cinici usurai chiamati banchieri, papponi chiamati onorevoli, prostitute chiamate ministri... insomma, ce n'è già per tanti gusti, ma non ancora per tutti. Ci mancano ancora alcune figurine per completare, dopo il DSM, anche l'album dell'FDM, sarebbe un vero peccato gettare la spugna proprio ora, a due passi dal baratro...
Oggi il padrone della stanza ha deciso che è arrivata l'estate. Anzi, ammettendo pure che è ancora primavera, ha stabilito che il copriletto di cotone azzurro turchese - che sostituisce da stasera il piumino, azzurro turchese anch'esso, con cui dormivi fino a ieri - è in realtà una coperta di lanetta. E quando il padrone decide, c'è poco da discutere. Hai provato a dirgli che questo è cotone, ma avevi dimenticato che se già normalmente un uomo non riconosce la differenza tra un tessuto ed un altro, un vero uomo del sud non riconosce mai di avere torto davanti ad una donna. Stanotte ci sono 11 gradi fuori? Fa niente. Da stasera in questo B&B è estate. D'altronde, la colazione la fai al bar scelto da lui in cui non saresti mai tornata neanche per un caffè, e dove invece hai diritto ogni mattina a una colazione-tipo essenziale. D'altronde Internet funziona a tratti brevissimi e alla velocità delle ferrovie calabro-lucane e quando hanno pulito te ne sei accorta perché la doccia l'hai trovata sporca... insomma, è normale che l'estate arrivi per decreto. Ma non credere che sia un caso strano, questa è solo la Norma.
Oggi il capo ha deciso che sabato riposi. E fessa tu se ti eri già organizzata, se avevi già comprato il biglietto del treno, se avevi preso un impegno o se ne avevi annullato un altro. E che non ti salti il grillo di pianificare già adesso, perché fino alla sera prima della partenza il capo potrebbe ancora cambiare idea. D'altronde hai accettato di lavorare su turni e di non distinguere più un mercoledì da una domenica né il ferragosto dalle idi di marzo. Così è, e devi pure ringraziare che ti facciano lavorare, perché oggi è un privilegio, non lo sapevi? E non credere che sia un caso strano, questa è proprio la norma.
Questo è il Sud, signorina, e pure un poco il Nord, signora. E il sole, il mare e l'umanità speciale, gentile ed accogliente, sono solo letteratura, per metà araba e l'altra metà greca. Ma in ogni caso, che sia ben chiaro chi è il Padrone e chi il Sotto. E chi è il padrone beva e l'altro paghi.
«Quando frugo nella mia mente non vi trovo alcun nobile sentimento circa l'essere compagni, e uguali, e indirizzare il mondo verso scopi più elevati. Invece mi scopro ad affermare, brevemente e prosaicamente, che più importante di qualunque cosa è essere se stessi. Non sognate di poter influenzare gli altri, vi direi se sapessi dare a queste parole un tono esaltato. Pensate alle cose per quello che sono. [...]
La verità è che spesso le donne mi piacciono. Mi piace il loro anticonformismo. Mi piace quel loro essere così complete. Quel loro essere anonime. [...]
Vi ho già parlato dell'opinione molto modesta che di voi aveva Oscar Browning. Vi ho ricordato quello che Napoleone pensava di voi un tempo e quello che Mussolini pensa oggi. Poi, nel caso che qualcuna di voi abbia ambizioni letterarie, ho copiato, perché possa esservi utile, il consiglio di quel critico circa la necessità che riconosciate con coraggio i limiti del vostro sesso. Vi ho parlato del professor X e ne ho messo in evidenza l'affermazione secondo la quale le donne sono intellettualmente, moralmente e fisicamente inferiori agli uomini. Vi ho trasmesso tutto quello che mi è capitato tra le mani senza essermelo andata a cercare, ed ecco un ultimo ammonimento - da parte di John Langdon Davies. John Langdon Davies avverte le donne del fatto che «quando i figli non sono più desiderabili, le donne non sono più necessarie». Spero ne prenderete nota. Che cos'altro posso fare per spingervi ad affrontare la vita? [...]
Mille penne sono pronte a indicarvi che cosa dovreste fare e quali conseguenze otterrete. Il suggerimento che io vi do, lo ammetto, è un po' stravagante; perciò preferisco porlo in forma narrativa. Vi ho già detto, nel corso della mia conferenza, che Shakespeare aveva una sorella; ma voi non cercatela nella biografia del poeta scritta da Sir Sidney Lee. Lei morì giovane, e ahimè non scrisse neanche una parola. È sepolta là dove oggi si fermano gli autobus, di fronte alla stazione di Elephant and Castle. Ora, è mia ferma convinzione che questa poetessa che non scrisse mai una parola e fu seppellita nei pressi di un incrocio, è ancora viva. Vive in voi, e in me, e in molte altre donne che non sono qui stasera perché stanno lavando i piatti e mettendo a letto i bambini. Eppure lei è viva. Perché i grandi poeti non muoiono; essi sono presenze che rimangono; hanno bisogno di un'opportunità per tornare in mezzo a noi in carne e ossa. E offrirle questa opportunità, a me sembra, comincia a dipendere da voi. Poiché io credo che se vivremo ancora un altro secolo - e mi riferisco qui alla vita comune, che è poi la vita vera e non alle piccole vite isolate che viviamo come individui - e se riusciremo, ciascuna di noi, ad avere cinquecento sterline l'anno e una stanza tutta per sé; se prenderemo l'abitudine alla libertà e il coraggio di scrivere esattamente ciò che pensiamo; se ci allontaneremo un poco dalla stanza di soggiorno comune e guarderemo gli essere umani non sempre in rapporto l'uno all'altro ma in rapporto alla realtà [...] allora si presenterà l'opportunità, e quella poetessa morta, che era sorella di Shakespeare, riprenderà quel corpo che tante volte ha dovuto abbandonare. Prendendo vita dalla vita di tutte le sconosciute che l'avevano preceduta, come suo fratello aveva fatto prima di lei, lei nascerà. Ma che lei possa nascere senza quella preparazione, senza quello sforzo da parte nostra, senza la precisa convinzione che una volta rinata le sarà possibile vivere e scrivere la sua poesia, è una cosa che davvero non possiamo aspettarci perché sarebbe impossibile. »
Virginia Woolf, da "Una stanza tutta per sé" (saggio che si basa su due conferenze tenute dalla Woolf nell'ottobre 1928)
Forse non si parla della Basilicata sommersa perché del sommerso, in quanto sommerso, non si deve parlare... ma a parte le battute, se fosse morto qualche essere umano probabilmente se ne sarebbe parlato, va a saperlo. Sono morte solo mucche, pecore, galline, maiali... e campi coltivati... e aziende... e case... e roba stramorta come qualche resto di Magna Grecia. E chi volete che se ne freghi qualcosa. Se almeno ci fosse un disperso... ma niente, nessuna notizia succulenta... non siamo bravi neanche ad 'allietare' le serate degli spettatori, siamo proprio inutili, 'noi' lucani. E pochi. Troppo pochi per fare notizia, la statistica ci rema contro, è il caso di dire. E, poi, certo, meglio non far sapere in giro che i posti dove vorrebbero interrare rifiuti radioattivi per un terzo di eternità sono a rischio idrogeologico... o meglio, sono a certezza di disastro ambientale.
Meno se ne parla e meglio è. Meglio rincoglionire la popolazione-pubblico-elettori con uno stupro o un assassinio o una bambina scomparsa in circostanze misteriose e magari anche un po' morbose. Una buona dose d'angoscia quotidiana e poi via, verso il prossimo furto di soldi pubblici e di democrazia.
E ciò detto, torno subito al mio posto, tranquilli. Ma prima devo lasciarvi qualche immagine, trovata in rete, che ritrae silenziosamente la realtà, in modo semplice e brutale, come spesso fa questo strano popolo di cui mi capita, talvolta, di fare parte.
Le immagini girate nei giorni 2 e 3 marzo 2011, dopo l'alluvione del 1° marzo, ignorata dai principali mass media nazionali, che ha colpito la provincia di Matera. Ingenti i danni: aziende agricole distrutte, centinaia di capi di bestiame morti, strade allagate. I soccorsi e la tendopoli allestita dall'esercito.
Caso Ruby, Berlusconi a processo il 6 aprile
Bersani: "Ora elezioni". Bagnasco: "Serve trasparenza"
Il gip: "Prove evidenti" - Diretta Repubblica Tv con Ezio Mauro
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Alfano: è in gioco la sovranità del Parlamento
Milano, il gip: rito immediato per prostituzione minorile e concussione. «Prova evidente».
E ammesso che in galera ci vada (ma questa è fantapolitica) non era più giusto capire se avesse davvero corrotto un avvocato (tanto per citarne uno di processi a suo carico) e cacciarlo via per questo?
Ma sì, sto dicendo un'eresia. Il fatto è che se la ragazza avesse avuto qualche mese in più tutto ciò non sarebbe accaduto (che orrore questa affermazione, eh?) E a noi ci restava un primo ministro puttaniere (cosa che ai miei occhi non cambia di una virgola quello che pensavo di lui) che non si faceva processare per corruzione. Un Primo Ministro che non riconosce il potere giudiziario, uno dei tre fondamentali e distinti poteri della Repubblica che governa.
E scusate se a me quella di oggi non sembra un'ottima notizia.
Il potere logora chi non ce l’ha oppure chi non c'ha i soldi per comprarlo? Ma poi, davvero il potere logora? Il potere è di chi se ne fotte e di solito se ne fotte abbastanza. Praticamente, di tutto e di tutti e con qualcuna in particolare di più. Il potere è forte, e ti guarda dall’alto in basso, anche quando ti guarda dal basso. Non si sa come faccia, anche se è più basso di te, quando lo guardi in faccia il potere t’incute timore. Un enorme Mento in primo piano e dietro due profondi crateri fumanti (le narici del potere sono sproporzionate, pronte a inghiottirti con un solo respiro). E poi, sullo sfondo, due folti archi a protezione dello sguardo potente, gonfio, tronfio, sprezzante, perché il potere - è ovvio - ti disprezza per la tua mancanza di potere e per la tua bassezza. Ma come, dirai, non era lui il basso? Già, ma il potere confonde le parole e pure le idee. Le prende in mano a tre a tre e le rimescola: ora il potere è nella sinistra, ora è nella destra… e ora dov’è? Se indovini ne vinci un pezzo. Un pezzo di carta, un pezzo di pane, un pezzo di carne, un pezzo di terra, insomma un pezzo di quel che ti pare. Ma solo un pezzo, però, anzi un pezzetto. A te sembra grande, ma non l’hai neanche intaccato, perché Lui è indivisibile, uno e trino, creatore del successo e anche del denaro, creatore delle stelle e pure della merda. Il potere è come l’universo, infinito. Puoi sottrargli qualcosa, un pianeta o due, un satellite, una tivù, una frequenza, una dozzina di case, una famiglia… ma lui ne esce indenne, uguale a se stesso, un universo economico infinitamente potente. Il tempo delle trasmissioni e delle transazioni (e en passant anche quello della giustizia) l’ha inventato lui, il potere, e se vuole lo sospende. Con una legge ad hoc, crea a suo piacimento spazio e tempo per ogni evenienza anche singolare, inventando buchi fondi e neri per farne sparire all'occorrenza cedendo in cambio pezzetti di sé, piccoli pezzi o pezze, o pizzi… ma più ne togli e più si ingrandisce, e ti sembra un miracolo, un pozzo senza fine, da cui ti disseti quasi gratis… in cambio soltanto della tua statura. Beh, in qualche modo devi pur ripagarlo, il potere, per i suoi doni, per la sua magnanimità. E poi cosa te ne fai tu della statura, è solo un’idea, un concetto, un’idea, una misura e, in quanto tale, è relativa. Neanche è chiaro il senso, statura fisica o morale? o addirittura statura culturale. Termine abusato, logoro, consumato, anche un po’ razzista, direi... direbbe. E allora basta con questo snobismo di chi è più colto, più dritto e corretto, onesto educato, di questa pretesa superiorità morale di chi giudica il potere e anche chi lo detiene. Ora basta con l’ipocrisia di chi scaglia la prima pietra. Chi non ha, oggi come ieri, un segreto inconfessabile, un atto illegale di cui vergognarsi? Chi non ha mai preso un bus senza fare il biglietto? Dov’è il professionista che non ha mai evaso le tasse e che ha sempre rilasciato ricevuta fiscale? Avanti, su, dov’è? Dov'è chi non ha mai cercato una raccomandazione, chi non si è mai venduto il culo al migliore offerente? Dov'è chi non ha mai cercato una scorciatoia per non affrontare un dovere, chi non ha sperato in un miracolo, in un biglietto della lotteria, in un'eredità che gli permettesse di vivere di rendita? Chi non ha uno scheletro nel proprio armadio? ... Lo vedete, siamo tutti uguali - vi sussurra all'orecchio il potere, confondendovi per sempre le idee - ed io, il Potere, dormo nel vostro stesso letto... accanto a voi, sulla vostra stessa collina...
Ma dove se n’è andato Elmer che di febbre si lasciò morire? Dov'è Herman bruciato in miniera? Dove sono Bert e Tom, il primo ucciso in una rissa e l'altro che uscì già morto di galera?
E cosa ne sarà di Charley
che cadde mentre lavorava
dal ponte volò e volò sulla strada?
….
Dove sono Ella e Kate
morte entrambe per errore
una di aborto, l'altra d'amore?
E Maggie uccisa in un bordello
dalle carezze di un animale
e Edith consumata da uno strano male?
Vivere in una nazione il cui presidente del Consiglio è indagato per corruzione di un avvocato o vivere in uno Stato in cui il Premier afferma che "Fare i giudici è da disturbati mentali"?
Vivere in una nazione il cui presidente del Consiglio è indagato per sfruttamento della prostituzione minorile o in uno in cui il Premier afferma "Meglio essere appassionati delle belle ragazze che gay"?
Certi sassolini rimangono nelle scarpe per anni. Poi un giorno li prendi in mano e quasi senza rendertene conto scateni un'intifada. Così nascono le rivoluzioni, quando vuoi infilarti le scarpe e scopri che i piedi non vi entrano più perché i sassolini raccolti sono diventati troppi. Fino al giorno prima camminavi; male, storto, con dolori lancinanti, ma camminavi. Quella mattina, invece, all'improvviso non c'è più tempo per aspettare. Non è questione di pazienza che salta né di saggezza che si perde. È solo che non riesci più a camminare. E allora i sassolini li vedi e,finalmente, li tocchi. E ti rendi conto che sono davvero tanti e che è venuto il tempo di restituirli al mittente. Ecco, è così che nasce la rivolta, è così che si smette di aspettare un cambiamento che venga da un fuori incerto, come alla fortezza Bastiani si aspetta un nemico che dia un senso all'avamposto militare, in pieno deserto. Allora quel giorno prendi i sassolini e li lanci, uno dopo l'altro, iniziando dai più piccoli, piano e con leggerezza e poi prendendoci gusto, li lanci sempre più forte, fino a quando il tuo gesto lancia anche te stesso verso un'altra posizione e con una nuova velocità... in un altro stato fisico e mentale. E ti ritrovi finalmente via, fuori dalle solite strade, lontano dalle solite piazze, virtuali o reali, ma prive di vita. Sei un emigrante? un rivoluzionario? Ma no, sei soltanto uno che non sapeva più dove mettere i piedi senza farsi male. E allora adesso sa che è tempo di lanciarsi, come un sasso, oltre l'orizzonte.
"È vietata la riproduzione, la traduzione, l'adattamento totale o parziale di questo giornale, dei suoi articoli o di parte di essi con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro". Questo è riportato a margine delle pagine, nella versione online, del Quotidiano di Basilicata. Perciò non posso pubblicare qui l'argomento di questo post. E allora, ve lo racconto. Ma non prima di avervi fatto notare che in italiano non si dice microfilms, ma microfilm. E sì, come sono pedante, eh?
Io non posso "ripodurre, neanche parzialmente" quanto pubblicato sul Quotidiano di ieri, ma loro possono inventarsi una rubrica che chiamano "Global report facebook" in cui riportano pari pari quanto leggono su Facebook. Ieri, per esempio, a pagina 11, hanno pubblicato una nota apparsa su Fb con tutti i commenti e i nomi degli autori. Chiaramente senza il consenso degli stessi (l'ho verificato). Eppure, alcuni di quegli utenti di Facebook hanno scelto impostazioni della privacy molto restrittive, perché non sono interessati a condividere tutto quello che inseriscono nelle loro pagine (immagini e pensieri) con tutti gli utenti della rete. Addirittura, pensate un po', alcuni di loro hanno l'abitudine di selezionare i loro contatti, così come selezionano gli amici veri, anzi i loro contatti su Fb sono praticamente soltanto amici veri e quelli da cui non vogliono essere letti perché gli sono antipatici (è ancora permesso avere delle antipatie?) o li hanno infastiditi in qualche modo (i rompiscatole, le spie e i maniaci esistono nella rete esattamente come in ogni altro posto), li hanno perfino bloccati. Alcuni di loro hanno bloccato anche la pagina facebook del Quotidiano. Possono farlo, è un loro diritto. E vi sembra corretto che questo giornale pubblichi quanto scrivono, approfittando del fatto che uno dei suoi collaboratori è su Fb ed è tra i loro contatti?
Potrebbe essere un anno già visto, un anno di seconda mano. Non ci avete pensato? Avete controllato gli orli, che non ci siano buchi e che i colori non siano sbiaditi? Fate attenzione che non vi abbiano rifilato un anno-truffa. Si presentano tutti con i fuochi d'artificio e con le migliori intenzioni da riformisti, e poi la maggior parte si perde tra una routine e l'altra, in un percorso di sopravvivenza. Io non mi fido a occhi chiusi, voglio prima controllare. Ve lo dirò alla fine se era davvero nuovo. Nel frattempo, è passato più di anno, qua dentro. Ma non ho voglia di bilanci. È quel che è.
Prendo a prestito un pensiero che mi è arrivato per posta e che mi piace molto. Mi sembra il più adatto a questi strani tempi, che per molti versi sembrano già visti, ma che forse abbiamo guardato come da un punto troppo lontano per darci la misura della loro reale portata...
Buona rinascita a tutti.
«Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli imprescindibili.»
(Bertolt Brecht)
Del napoletano ammiro immensamente la creatività e l'ironia - un connubio esplosivo in un paese moribondo e fascistoide - come strumento di sopravvivenza e non come occupazione snob ad uso e consumo di una élite oziosa, come molti purtroppo l'intendono. E non è una caratteristica dello spirito meridionale. Per molti, a Sud come altrove, la creatività è un lusso che non ci possiamo permettere. Sarà anche per questo che, nonostante in questo periodo le strade siano invase dalla "monnezza" maleodorante e anche se quasi ogni giorno per quelle stesse strade sfilino cortei sempre più allarmati, dopo una giornata passata a Napoli mi sento sempre un po' più viva di prima.
Io non mi fido di questo Governo, comunque vada. Non mi fido di questo Parlamento e neanche di questi partiti. In effetti, non mi fido della politica italiana. Non mi fido delle loro dichiarazioni d'intenti. Non mi fido delle buone intenzioni di chi ha una ventina di case, un gruzzoletto di ville, un tot di reti televisive, un po' di testate giornalistiche, e a ben guardare ha in mano una buona (o cattiva) parte dell'economia italiana. Non mi fido di chi si è "fatto da solo" disseminando la strada della propria realizzazione di cadaveri (di valori, ideali, princìpi etici, e in un certo senso anche di persone).
Non mi fido dei milionari e dei miliardari, e non mi fido delle loro coorti. Non mi fido di un Parlamento che non rappresenta il Paese, e se anche lo rappresentasse, forse, in ogni caso, io non mi fiderei. Perché non fido di questo Paese e non mi fido degli italiani. Non mi fido della loro volontà di allontanare la corruzione dalla propria vita quotidiana, figuriamoci se posso fidarmi dell'intenzione di allontanarla dalla gestione della Nazione. No, della maggior parte degli italiani, non mi fido. Che siano di finta destra o di finta sinistra o di comodo centro, in ogni caso, non mi fido. Non mi fido del fruttivendolo che mi garantisce che la verdura che mi sta vendendo non venga da terre inquinate (perché neanche lui può sapere quanto siano inquinate) e non mi fido del contadino che mi giura che non alleva polli e galline in gabbia e non li riempie di antibiotici (perché la mia domanda gli appare stravagante, mi guarda stupito, sorride sotto i baffi e mi risponde: "ma per carità, signorì, questa è tutta robba ggenuina!"). Non mi fido del messaggio pubblicitario che mi offre una nuova tariffa telefonica (perché so per esperienza che più appare conveniente e più è certo che da qualche parte è nascosta la fregatura), e in generale non mi fido della pubblicità perché non mi fido del mercato e non mi fido delle merci. Non mi fido di un sistema sociale in cui ha potere chi è più scaltro e si fa meno scrupoli, e non chi è più rispettoso degli altri e delle leggi. Non mi fido delle apparenze, dei vestiti buoni e delle cravatte a tema per l'occasione. E non mi fido delle parole, dei bei discorsi e delle facce rifatte. Non mi fido dei sorrisi di circostanza, non mi fido dei buoni sentimenti a comando, non mi fido di chi ostenta amicizie o amori, non mi fido di chi ha bisogno del pubblico per esprimersi. Non mi fido delle rappresentazioni d'effetto, non mi fido delle alleanze mutevoli a seconda di dove va il potere. E anche se a voi non ve ne frega proprio niente, io lo ripeto ancora una volta, semplicemente e senza appello: non mi fido. E ora, andiamo pure avanti.
«La vera terra dei barbari non è quella che non ha mai conosciuto l'arte, ma quella che, disseminata di capolavori, non sa né apprezzarli né conservarli.»
(Marcel Proust, dopo aver visitato l'Italia)
Avere la netta sensazione, da almeno vent'anni, di telefonare sempre nel momento sbagliato.
Dopo aver passato una serata con lui, sentirsi un po' peggio di prima, ma imputarlo al vino.
Rispondere sinceramente alla domanda "come stai?" ed essere aggrediti dall'enciclopedia dei luoghi comuni. (Per poi scoprire che era solo una scusa per raccontarvi come sta e per sentirsi dire qualcosa di non comune)
Le vostre soluzioni ai problemi sono sempre molto divertenti, ma sostanzialmente ciniche.
Da quando vi ha conosciuto, vi ripete che siete proprio uguali e che la pensate proprio allo stesso modo… e da quando avete cercato di dirgli che non era così, non vi cerca più.
Sentirsi obbligati a rispondere alle sue e-mail entro due giorni, pena l'essere accusati di ogni sorta di crimine, conscio e inconscio.
Le vostre idee sul da farsi sì, per carità, sono originali... ma, ahilui, impresentabili!
Quando vi chiama e gli dite: «scusa, ora ho da fare, ci sentiamo un'altra volta?» vi tiene al telefono per mezz'ora, raccontandovi cose che vi ha già detto una decina di volte.
La sua situazione, in ogni caso, è più grave.
Voi, checché ne pensiate, siete dei privilegiati e dovreste smettere di lamentarvi. Per lasciare spazio a lui, of course...
Appena due giorni fa, a "in 1/2 h" il ministro degli Esteri rispondendo alla domanda di Lucia Annunziata che gli chiedeva "se c'era stato male [con chi?] leggendo le rivelazioni di Wikileaks" affermava che non c'era stato male per niente [ma con chi?!?], adducendo ben tre motivi a rinforzare la sua serenità.
E ne abbiamo preso atto.
Oggi, invece, alla notizia dell'arresto di Assange, fondatore di Wikileaks, ha dichiarato:
«Era ora, l’accerchiamento internazionale per fortuna ha avuto successo» e ancora «Assange ha fatto del male alle relazioni diplomatiche internazionali e mi auguro che sia interrogato e processato come le leggi stabiliscono».
Embé? e dov'è andato a finire l'aplomb di domenica pomeriggio? Cos'è cambiato negli ultimi due giorni? E poi, perché uno che è stato arrestato con l'accusa di aver stuprato due donne dovrebbe aver fatto del male alle relazioni diplomatiche internazionali? Come?
Se le accuse di stupro dovessero confermarsi fondate, Julian Assange avrebbe fatto molto male a quelle due donne, alle loro famiglie e anche alle loro comunità. Però, senza voler minimizzare quell'orrendo delitto, che abbia fatto male alle relazioni diplomatiche internazionali mi pare un po' eccessivo...
Oppure si sta dando per scontato che l'accusa di stupro sia una farsa, messa in scena con il solo scopo di zittire questo impertinente matematico che ha avuto l'ardire di mettere a nudo i re? E allora, fatemi capire, in che senso Assange ha fatto del male alle relazioni internazionali? Ha svelato - a chi ancora credeva alla favola della serena convivenza tra colonialisti e colonizzati (che raramente sanno di esserlo, ovviamente) - la finzione diplomatica su cui sono fondate le "relazioni" tra gli Stati, mostrando ai sudditi degli Stati-amanti che le relazioni dei loro re sono fondate sulla menzogna recitata ad arte, tramite antichi riti galanti e ridicole schermaglie ipocrite, che nascondono perlopiù disprezzo, sfiducia e giochi di potere. E finalmente! Dovremmo ringraziare chi gestisce Wikileaks per il dono che sta facendo a tutto l'Occidente, facendo cadere un po' di maschere e svelando cosa c'era dietro quelle apparenze tirate al lucido con lo sputo. Certo, un gesto così non poteva che scatenare l'ira funesta di tutti i re che da che regno è regno temono la verità (e pure la nudità) e che, si sa, cercheranno di insabbiare tutto il più presto possibile, prima che qualcuno si accorga che sono proprio nudi... perché allora sì che ci "starebbero" male...
"Cosa conta se è vero, l'importante è che non se ne parli." In fondo, alla base della politica estera di tutti gli Stati c'è questa antica pillola di saggezza popolare. Solo l'Italia si distingue dal gregge arrivando a sostenere che non c'è niente di nuovo, più niente da sdoganare o di cui vergognarsi. E tra l'una e l'altra filosofia, sceglier non saprei.
Ricevo la segnalazione di un appello che M.Simona Bellini (Presidente Nazionale Famiglie di Disabili Gravi e Gravissimi) fa ai parlamentari e che sta diffondendo in rete e lo ospito molto volentieri sul mio blog. Dubito (e sono ottimista) che avrà risposta, ma come si può rimanere zitti di fronte a questo sfacelo?
Leggo sui giornali di questa mattina, della “Settimana Bianca” - regolarmente retribuita – della quale i nostri Parlamentari godranno dal prossimo lunedì ed avrei una proposta per occuparli in un lavoro “socialmente utile”.
Sono l’unico mezzo di sostentamento della mia famiglia di tre persone, di cui due (mia figlia e il mio compagno) gravemente disabili.
Lunedì 6 Dicembre il centro di riabilitazione che frequenta mia figlia, e che quindi mi permette di recarmi al lavoro, chiuderà fino ai primi di Gennaio a causa dei tagli – dicono – che le Regioni stanno operando in questo settore. Sono 15 anni che il nostro Parlamento – tra mille va e vieni ma senza nessun risultato concreto (la Legge è già passata alla Camera, ma ora è di nuovo bloccata in Senato) - discute sul Prepensionamento per i lavoratori che in ambito familiare assistono disabili gravi, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, impegno senza ferie né festività. Cosa farò da lunedì prossimo? Rischierò il licenziamento assentandomi dal lavoro? Simulerò una malattia che non c’è? Io la soluzione ce l’avrei... Visto che i nostri Parlamentari sono a riposo, almeno per questa settimana, perché non vengono nelle nostre case a cambiare pannoloni, introdurre cateteri, somministrare pappine, fare nottate di assistenza.... Per le miglialia di euro che percepiscono ogni mese forse potrebbe essere una buona occupazione, non credete? Noi accetteremo l’aiuto di tutti: di Ministri (specie del Ministro Tremonti, che ne sa veramente pocco di disabilità grave!), Sottosegretari, del Presidente della Repubblica e del Presidente del Consiglio. La nostra disperazione non ci consente di fare distinguo! Potremo contare sulla loro collaborazione, che ne dite???
Noi, che solleviamo il nostro Paese di ingenti costi sociali senza alcun riconoscimento e nella totale invisibilità, in fondo lo facciamo gratis! Aspettiamo candidature...
M.Simona Bellini Presidente Nazionale Famiglie di Disabili Gravi e Gravissimi
Cell. 333 9294288 (Potete tranquillamente pubblicare il mio numero di tel. Grazie)
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Venti giorni dopo i tre annunciati, non sembra che il problema sia risolto. Forse è stato sottovalutato, forse anche per quello strano vizio tutto contemporaneo di racchiuderlo in un insieme amorfo e più innocuo, che è quello delle "problematiche". Oppure avevamo frainteso. Allora atteniamoci ai fatti: le immagini si commentano da sole. Al sole. Alla luce del sole. Sotto il sole e sotto la pioggia. E anche sotto il naso.
Sì, si commentano da sole. Ma, camminando per le strade invase dal pattume, l'impressione che mi assale non è soltanto quella del fastidio fisico. Mi colpisce la violenza di chi permette che tutto ciò avvenga, perché è chiaro che non si arriva a questi livelli per un'improvvisa e imprevedibile esplosione di follia. È evidente, è lì, sotto gli occhi di tutti, che un equilibrio si è rotto. Ma di quale equilibrio si tratta? E siamo sicuri che quell'equilibrio (evidentemente instabile, visto il ripetersi delle crisi) fosse una condizione, come dire, "normale"? Tanto per continuare in questo stravagante paragone, tra una città con il suo sistema di smaltimento dei rifiuti urbani e un essere umano con il suo sistema di smaltimento delle emozioni... mi chiedo se le soluzioni drastiche altamente nocive per l'ambiente, come le nuove discariche e i nuovi inceneritori, non somiglino agli psicofarmaci che mettono a tacere l'ansia, la depressione, il disagio, senza curarsi di indagare le vere cause della crisi, per cercare una soluzione economicamente più conveniente e psichicamente più reddittizia. Ma poi mi do' dell'idiota. Vuoi che le case farmaceutiche rinuncino ai loro miliardari proventi sulla vendita degli psicofarmaci per ammettere che il problema (e non la problematica) del disagio mentale è da cercarsi prima di tutto nella società malata? Ma pensi davvero - mi domando sarcastica - che il miliardario di turno sia disposto a mettere in discussione il modello che lo ha reso tale per accettare il fatto, pure sotto gli occhi di tutti, che la soluzione al problema (che non è una problematica!) dei rifiuti urbani (ma pure di quelli industriali, a guardar bene), non sta nella mancanza di discariche o di inceneritori, bensì in una società incapace di gestire le proprie risorse emotive ed energetiche?
Alla seconda sigaretta mi irrito
e vorrei cambiar persona.
Abito in me come abito il mondo:
son diventata troppo stretta di fianchi
e comincio ad allargarmi nel destino.
Sto diventando come olio pesante,
macchina senza stantuffo
che non vogliono portare via:
fossi solo il mietitore di Norca
avrei trovato la mia baldracca
da mettere in un letto sporco.
«Stanno giocando un gioco. Stanno giocando a non giocare un gioco. Se mostro loro che vedo il gioco, infrangerò le regole e mi puniranno. Devo giocare al loro gioco, di non vedere che vedo il gioco.»
un giorno perdoneranno
se presto ci togliamo di mezzo.
Perdoneranno. Un giorno.
Ma la distorsione del tempo
il corso della vita su false piste
l'emorragia dei giorni
dal varco del corrotto intendimento:
questo no, non lo perdoneranno.
Non si perdona a una donna un amore bugiardo,
l'ameno paesaggio d'acque e foglie
che si squarcia svelando
radici putrefatte, melma nera.
«D'amore non esistono peccati,
s'infuriava un poeta ai tardi anni, esistono soltanto peccati contro l'amore»;.
E questi no, non li perdoneranno.
"Perché la gente mi guarda storto, eh? la gente è pazza? non sta buono con la capa, eh?" me lo chiede sempre, D., appena mi vede da lontano e intanto si avvicina, picchiettando l’indice contro la fronte e scuotendo poi la mano come a dire: "non c'è niente". È un quesito che non lo abbandona mai.
Confrontata con gli argomenti di conversazione delle persone cosiddette "normali" tipo "Ah, questo tempo non si capisce più che vuole fare!" la domanda è molto impegnativa, troppo per chi va sempre di fretta – come lui in fondo… - ma che risponde in effetti "guardandolo male".
"Sì, D., la gente non sta bene." – gli rispondo un po’ preoccupata di alimentare il suo disagio, ma tant'è.
"E perché?" - insiste lui.
"Perché non lo so, ma di certo non sta bene. Lasciali perdere, non li ascoltare." - Gli dico nascondendo l’imbarazzo per una risposta insoddisfacente.
Ma a questo punto lui, un po' deluso, cambia argomento e mi propone un tema più semplice: "E che ti mangi oggi?"
"Un piatto di pasta, credo… e tu?" - ma è già passato oltre, ha girato l’angolo con un: "Scusa, ti ho offeso?" - che mi urla allontanandosi. "No, non mi hai offeso. Ma tu cosa ti mangi oggi?" – insisto, perché come D. e come il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry neanche io ho mai saputo rinunciare ad una domanda dopo averla posta.
"Pasta e fagioli. Ma perché la gente fa così? Eh? Ma che vuole? L'aggia scfrecà?".
"Buona pasta e fagioli. No D., lasciali perdere. La gente è strana, non sta buono con la capa." - gli dico picchiettando l’indice contro la fronte e scuotendo poi la mano come a dire: "non c'è niente". - E lui sorride, perché è un gioco che facciamo da anni e lo sa che scherzo.
Poi sparisce dietro gli alberi o dietro un palazzo, ma sento ancora la sua voce-raffica che ripete come un mantra: "Scusa, ti ho offeso? eh? Scusa, ti ho offeso..." - ed io, parlando ormai da sola, "No, no D. Stai tranquillo! Ciao! buon appetito!"...
(Tra parentesi, D. è una delle persone sbeffeggiate tempo fa in una pagina di Facebook dedicata ai "personaggi ambigui di Potenza” ritenuti “folkloristici” e buoni a farsi due risate tra amici, fotografarli di nascosto e poi esporli al pubblico ludibrio.)
Il buon cristiano dovrebbe stare attento ai matematici e a tutti i falsi profeti. C'è il pericolo che i matematici abbiano stretto un patto col diavolo per annebiare lo spirito, e mandare l'uomo all'inferno.
Agostino, De genesis ad litteram, Libro secondo
Questa è l'epigrafe iniziale a Il Vangelo secondo la Scienza di Piergiorgio Odifreddi, libro che ho ripreso in mano oggi. È sempre un po' inquietante imbattersi nelle coincidenze.
Ma l'incipit del secondo capitolo mi consola più di quanto potrebbe fare una qualunque religione: Non tutte le domande sono sensate, e non tutte le domande sensate ammettono risposta...
...Con giorni lunghi di colori chiari ecco Luglio, il leone,
riposa, bevi e il mondo attorno appare come in una visione.
Non si lavora Agosto, nelle stanche tue lunghe oziose ore
mai come adesso è bello inebriarsi di vino e di calore...
... di vino e di calore...
Aveva a disposizione soltanto poche vite ancora e intendeva godersele tutte, dagli inizi alle fini. A conti fatti ne aveva già consumate molte, proprie ed altrui, ma non è per questo che appariva contrito. Continuava a grattarsi la testa, dimenticandosi di stare attento a non estirpare i bulbi bionici, cercando una soluzione che non fosse una dissoluzione del suo programma di governo: l'assoluzione. E intanto, sotto la doccia, cantava.
...Settembre è il mese del ripensamento sugli anni e sull'età dopo l'estate porta il dono usato della perplessità...
... della perplessità...
Il medico l'aveva avvisato che tutto quel lavorare attorno ai bulbi poteva rivelarsi alla lunga nocivo per il corretto funzionamento dei circuiti della corteccia artificiale, ma era un vizio antico che non riusciva a perdere. Soprattutto nei momenti più difficili, senza neanche rendersene conto, si ritrovava con gli artigli tra i capelli e tutti i buoni consigli andavano a farsi fottere, due o tre per notte, ma in stanze separate. Era una deriva inarrestabile, a nulla valevano i tentativi di tenerli stretti a sé. Tutti i suoi più intimi compagni di gioventù rubata lo stavano abbandonando e non riusciva neanche più a controllare il flusso dei propri contanti. Aveva così iniziato un duro lavoro quotidiano di persuasione occulta, mettendo in pratica tutti gli insegnamenti appresi in anni di studi nel mercato nero dei consensi, dallo scambio di coppie al baratto con pacco sorpresa, fino ad arrivare al gioco dei quattro cantoni, se non svizzeri almeno segreti. Ma era ottimista, o perlomeno lo erano i medici controllando lo stato delle sue spie a led e dei suoi trasformatori di correnti. E intanto, sotto una lunga doccia un po' fredda e sola, continuava a cantare.
Non so se tutti hanno capito Ottobre la tua grande bellezza: nei tini grassi come pance piene prepari mosto e ebbrezza. Lungo i miei monti, come uccelli tristi fuggono nubi pazze, lungo i miei monti colorati in rame fumano nubi basse… … fumano nubi basse…
Cribbio!!! ma cos'è tutto questo fumo? Aiutoooooo!
Sporchi medici comunisti, cosa mi avete messo in testa?!?
N.B. Ringrazio il maestro Guccini per l'inconsapevole collaborazione con La canzone dei dodici mesi
Venti parlamentari pronti a cambiare bandiera. (il ministro dell'Interno parla di "un incidente", il comandante del peschereccio colpito dalla raffica di colpi sparata dal guardiacoste italo-libico lo smentisce). Bankitalia: debito pubblico record. E crollano le entrate fiscali. (Scuola: i precari sono oltre mezzo milione, per assumerli tutti servono 30 anni). Martino, P3, chiede la scarcerazione. Parla dal 19 agosto, confermando che "Cesare" stava per Berlusconi e che il "vice-Cesare" era Dell'Utri. Poi ha raccontato delle pressioni sulla Consulta per un parere favorevole sul lodo Alfano, di quelle sulla Cassazione per far slittare l'udienza sul contenzioso fiscale della Mondadori e di una "compravendita" di senatori del Pd per far cadere il governo Prodi. (Verona, sequestrate 10 milioni di uova conservate tra topi ed escrementi). «No al burqa in luoghi pubblici» La Francia oggi vota il divieto. («Le Monde» accusa Sarkozy: ci spia. Il quotidiano: utilizzati i servizi segreti per scoprire una nostra fonte).
E anche per oggi l'illusione è data.
Quello sguardo non è per te, voltati! certo che è per me… ma poi tu chi sei per dirlo? Io sono più di te, sono il tuo super ego. il mio super che? e che sei, un nuovo supereroe? No, sono vecchio quanto l'uomo. ah, ma allora quanto le scimmie e quanto la vita tutta?sei un po' anzianotto, eh, è ora di dormire! No, stupido io, sono vecchio “solo” quanto l'uomo: l'unico animale che nasce prima del tempo, prima di essere in grado di camminare da solo. e sentiamo, il mio super eroe dell'ego, epperché l'uomo nascerebbe in anticipo su se stesso? Epperché è sbagliato - ignorantello di un io di mezzo mare e mezza montagna! - ed ha il cervello fuori controllo, sproporzionato, e non c'è più speranza che si salvi dato che ha trovato il modo di nascere ugualmente… ormai la chirurgia fa miracoli... ah, ma non vedi che stai dicendo che siamo gli esseri più intelligenti di tutti i tempi! Oh, ma sei proprio bravo a non afferrarne una, eh? Eppure è semplice: avete il cervello fuori controllo, siete folli, totalmente fuori di testa fin dal concepimento! Capito? Rassegnati! ma che dici, più grande è una testa, più grande è il genio, si sa! Sta attento a questo tipo di idee, mocciosetto, l'ho già sentite circolare tempo fa ed è finita col mito della razza e i campi di sterminio. ma tu sei proprio matto, vorresti dire che noi, me compreso, non capiamo quando un’emozione che proviamo è vera oppure no, e che non sappiamo neanche distinguere quando uno sguardo è per noi o per qualche altro io? tu, uscito fuori dalla fantasia di un cervello qualunque vorresti insinuare che, tanto per dire, quel sospetto che mi sta cullando la mente… quella dolce idea… quel sottile timore di non aver capito…ahi… non può essere tutto frutto della fantasia,… beh, in effetti, non ho le prove… le prove? ma che è un’inchiesta? eppure qua è freddo tutto l’inverno e l’estate dura solo pochi giorni… la mente è fresca… eh, ridu tu ridi… ma se non sono io quell’io, allora chi sono io?!? perché vuoi confondermi le idee? stavo così bene fino a un attimo fa... Lo vedi? Stai già scantonando, tra poco mi darai ragione... Non puoi più giurare di aver visto quello che fino a pochi minuti fa asserivi con spavalderia, e quello che le tue orecchie hanno fatto arrivare così presto al respiro sulle note dell’allegria, ora, qui e ora sei proprio certo che sia stato mai detto?
un amico ha scoperto che è nato un altro "lapidiario" su internet e mi ha fatto anche notare che il "clone" ha usato lo stesso format che questo blog aveva fino a poche ore fa. sono andata a curiosare ed ho trovato un blog scritto da una donna più o meno della mia età, del mio stesso segno zodiacale e con il mio stesso fastidio per le maiuscole. ma non mi pare che fossi io. dopo qualche istante di spaesamento ho letto il suo primo post ed ho capito che no, in effetti non ero io. lei è molto arrabbiata e lo dice chiaro e tondo. io quando mi arrabbio, invece, giro in tondo. insomma - mi dico - non basterà età, sesso e segno zodiacale per sapere chi sono... e neanche un'idea. certo, due coincidenze sono tante, ma non ho motivi di pensare che non siano tali. piuttosto, mi divertono. in ogni caso, ho cambiato vestito al mio blog e ho cambiato anche il campo "descrizione", giusto per non confondermi le idee, appunto. rimane lo stesso "lapidiario" senza pretese di verità, un luogo di riflessioni perlopiù sintetiche. ma, a pensarci un po', dopo quasi un anno di vita mi sento di dire che la sola utilità di questo blog sta nel raccogliere e differenziare gli avanzi di pensieri, quelli che non trovano altro spazio all'interno della mia pressocché banale esistenza. per i miei tre o quattro affezionati lettori, immagino che questo fosse già chiaro. ovviamente, l'ho scritto per me, per riconoscermi. io, una donna di quasi quarant'anni, del segno della bilancia, con l'avversione per le maiuscole, ma con il vizio di girare in tondo. e questi sono gli avanzi dei pensieri avanzati oggi.
ps: a distanza di qualche giorno scopro che il mio ipotetico ater ego non ha più o meno la mia età, ma che ha 25 anni, se non erro... in effetti a quell'età decisi che era ora di smetterla con i compleanni... ci sarà un nesso? intanto le ho scritto, aspetto con curiosità una sua risposta.
Ho i pensieri in sciopero della fame, quei fannulloni. Rivendicano il diritto a un'esistenza dignitosa con una casa, un lavoro, un amore, un futuro. Si lamentano della loro precarietà, vorrebbero un posto sicuro e il diritto di parola. Sono arrivati perfino a chiedere un po' di potere decisionale. Presuntuosi! Diteglielo voi che non è aria, io non ce la faccio più a sentirli urlare. Ve li regalo, anzi no, li licenzio. Oggi è di moda così. Sposto la produzione altrove, dove i pensieri costano meno, dove non rivendicano niente, dove si accontentano di partecipare a un progetto qualsiasi, senza conoscerne il senso né la storia né il prezzo. Un luogo in cui nessuno abbia mai sentito parlare di diritti, di nessun tipo. Allora, li volete? Eccoli qua, assumeteli voi. Voi che siete sempre pronti a giudicare quando uno cerca di mettere in atto un minimo di economia di mercato o un po' di meritocrazia. Voi, sempre pronti a riempirvi la bocca di frasi fatte da altri, da altre aziende di cui non conoscete i metodi di produzione. Certo, sono frasi ad effetto, resistenti a tutte le stagioni, ottime per ogni occasione. Libertè, egalitè, fraternitè... perepè perepè... E ne andate pure fieri! Ma sapete di che pasta sono fatti? con quali materie prime sono stati forgiati? e quanti cadaveri hanno sulla coscienza? Vabbè, che ne parliamo a fare, prendetevi questi scioperati scansafatiche e provateci voi a farne uscire una frase accettabile o un discorso vendibile. Io mi arrendo. Anzi, quasi quasi dichiaro fallimento e cambio attività. Mi do alla politica, così è sicuro che non ne incontro più, di questi stupidi e arroganti pensieri di libertà.
Subito dopo si spaventò del suo odio e si disse: il mondo è giunto all’orlo di un confine; se lo supererà, tutto potrà trasformarsi in follia: la gente andrà per le strade con una violetta in mano oppure si ammazzerà al primo incontro. E basterà poco, una goccia d’acqua, per far traboccare il bicchiere: magari che sulla strada ci sia una sola macchina, un solo uomo, o un solo decibel in più. C’è una specie di confine quantitativo che è vietato superare, ma nessuno lo sorveglia e probabilmente nessuno sa neanche che esiste. Continuava a camminare lungo il marciapiede e c'era sempre più gente e nessuno si scostava per farla passare, sicché scese sulla strada e proseguì nello stretto spazio fra il marciapiede e le macchine in movimento. Ormai lo sapeva per esperienza: la gente non si spostava davanti a lei. Lo sapeva, lo sentiva come una sua sorte ingrata che spesso tentava di infrangere: cercava di farsi animo, di avanzare coraggiosamente, di non spostarsi dalla sua strada e di costringere a spostarsi chi le veniva incontro, ma non le era mai riuscito. In questa banale prova di forza quotidiana, era sempre lei la sconfitta. Una volta veniva verso di lei un bambino sui sette anni, Agnes voleva tener duro, ma alla fine dovette cedere per evitare lo scontro.
Da "L'immortalità" di M.Kundera
Louvre, con le orde di turisti-fotografi che assaltano la Gioconda di Leonardo, ignorando due dipinti di Caravaggio, pochi distanti. Solo un piccolo esempio di confini già superati.
L'Afghan Women's Writing Project è un progetto ideato nel 2009 dalla scrittrice americana Masha Hamilton, impressionata e ispirata dal coraggio delle donne che incontrò durante un suo viaggio in Afghanistan. Si tratta di un progetto di scrittura il cui scopo è quello di fornire alle donne afghane la possibilità di rivolgersi al mondo con una voce non filtrata da parenti maschi o dai media. Molte di queste donne devono compiere sforzi enormi per ottenere l'accesso informatico e contribuire con i loro scritti, in inglese, al progetto. La maggior parte delle scrittrici partecipa al progetto in stretto segreto anche rispetto ad amici e familiari. L'obiettivo del progetto è anche quello di fornire loro una possibilità di comunicazione diretta con il resto del mondo. Quindi, se potete, cari pochi ma buoni affezionati lettori, lasciate anche voi un segno del vostro passaggio, e della vostra attenzione, su questo sito: Afghan Women's Writing Project
merci beaucoup
Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.
(art.19 della dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo e del cittadino)
Per quanto ancora?
Yes, to write, to write… your eyes, your hands…
Is it you? Is it me? The picture is so unjust, violent, inhuman … You can’t have your voice, we know it, but you still have your hands. Is it you? Is it me?
I don’t know, your eyes are so near… your eyes… my eyes…
I’m confused, angry, indignant… But I can see, I can talk, I can read, I can write.
So, I have to.
m.
My Eyes
Is it you?
In front of me
My eyes?
Full of worries
You are like the river
Hiding many secrets
I paint you
My eyes, you are dry desert of sorrows
You tell stories of other wounded eyes
You talk from heart of an Afghan woman
Who eats pain three times
And drink tears
You talk from
Hapless valleys of life
From empty streets of friendship
You talk from silence of humanity
My eyes!
Sit in front of me
And don’t hide any more
I know they will kill you if you talk
Kill you when you speak aloud
You can’t have your voice
But you still have your hands
To write
To write
To write
My eyes
Is it you?
The picture of worries
Is it you?