martedì 24 gennaio 2012

discrezione, fascino e competenza: tranquilli, non accade in Italia


Come ti rilancio le librerie nell'era del digitale
Devo ringraziare il mio amico Guido per avermi indicato l'intervista a James Daunt, apparsa sul Venerdì di Repubblica dello scorso 20 gennaio. Come si legge già nel sommario iniziale:
«MENTRE TUTTI CHIUDEVANO, LUI HA APERTO SETTE BOOKSHOPS DI SUCCESSO A LONDRA. E ORA È STATO CHIAMATO A RISANARE LA PIÙ GRANDE CATENA INGLESE. JAMES DAUNT SVELA IL SUO SEGRETO: LUOGHI FASCINOSI E COMMESSI COMPETENTI» 
Scoprire che un imprenditore di successo esprima gli stessi concetti che esprimevo mesi fa agli amici, quando vedevo "da dentro" il funzionamento di una libreria di una nota catena italiana, quando ero schifata dai metodi di scelta, "formazione" e trattamento di commessi (chiamati librai tanto per rabbonirli) che vendono libri con minore competenza con cui potrebbero vendere arance... ma con molta presunzione in più, capaci di proporre un libro della Tamaro a chi evidentemente non prenderebbe mai in considerazione l'ipotesi di leggerlo, insistendo perché così gli ha ordinato il "capo"... e beccandosi (per fortuna) un'imprecazione... beh, certo mi fa molto piacere. Ma non ho lo spirito imprenditoriale, e per di più vivo (ancora) in Italia. 
Quindi è tutta consapevolezza inutile. Che, d'altronde, è il destino di quasi tutta la consapevolezza... ma questa è tutta un'altra storia. 
Qua, in Italia, vige la legge del cretino, come già mi ricordava qualche giorno fa Fruttero: il presupposto principale per avere successo in questo bel paese (sempre di merda, con o senza presidenti del consiglio mafiosi conclamati) è quello di essere il più possibile incompetenti nel "proprio campo".  
E mi taccio qui, perché avrei troppo da dire sull'argomento e devo trovare il modo di farlo in un altro modo... Ma non posso non notare che in italiano non si dice né si scrive "bookshops" (e neanche films, reporters, functions, ecc. con buona pace di chi continua spavaldamente a usare quelle esse finali convinto di dimostrarti così la sua cultura). Sa di beffa, ma se uno scrive dell'importanza della competenza (e mi riferisco alla redazione, perché i sommari non sempre li scrive l'autore dell'articolo) dovrebbe stare più attento ad evitare errori che facciano cadere il ragionamento in un pericoloso paradosso logico...
In ogni caso l'intervista è interessante ed è pag 104. Buona lettura.

0 commenti: