A chi continua a dire che è il caso a governare l'esistenza, oggi più di ieri (e in un crescendo di intensità e schifo, sempre più di prima) mi sento di rispondere che siamo governati dall'incompetenza che trova le sue radici, in estrema sintesi, nella proliferazione della "bêtise", che così lucidamente Fruttero e Lucentini hanno delineato:
«Poco interessanti catene di cause e effetti terapeutici, dietetici, sociali, politici, tecnologici spiegano l'esponenziale proliferazione della "bêtise". Figlia del progresso, dell'idea di progresso, essa non poteva che espandersi in tutte le direzioni, contagiare tutte le classi, prendere il sopravvento in tutti i rami dell'umana attività. È stato grazie al progresso che il contenibile «stolto» dell'antichità si è tramutato nel prevalente cretino contemporaneo, personaggio a mortalità bassissima la cui forza è dunque in primo luogo brutalmente numerica; ma una società ch'egli si compiace di chiamare «molto complessa» gli ha aperto infiniti interstizi, crepe, fessure orizzontali e verticali, a destra come a sinistra, gli ha procurato innumeri poltrone, sedie, sgabelli, telefoni, gli ha messo a disposizione clamorose tribune, inaudite moltitudini di seguaci e molto denaro. Gli ha insomma moltiplicato prodigiosamente le occasioni per agire, intervenire, parlare, esprimersi, manifestarsi, in una parola (a lui cara) per «realizzarsi».
Sconfiggerlo è ovviamente impossibile. Odiarlo è inutile. Dileggio, sarcasmo, ironia non scalfiscono le sue cotte d'inconsapevolezza, le sue impavide autoassoluzioni (per lui, il cretino è sempre «un altro»); e comunque il riso gli appare a priori sospetto, sconveniente, «inferiore», anche quando − agghiacciante fenomeno − vi si abbandona egli stesso.»
(da La prevalenza del cretino, Fruttero & Lucentini, Mondadori 1985)
4 commenti:
Cerchiamoci le scialuppe di salvataggio, prima che i "bêtise" inclinino senza ritorno la nostra quotidianità.
Condivido ciò cher hai scritto.
... e grazie per avermi ricordato i "bêtise".
cara,
non ti trovo più su FB.
Ma vedo con piacere che il blog rivive.
Un abbraccio,
Rosa
@enzo,
in realtà, se salvarsi significa questo galleggiare in mezzo alla "bêtise" che si allarga a macchia d'olio, non sono convinta di volermi salvare....
@rosa cara,
facebook l'ho eliminato dalle mie torture, il mio masochismo, per fortuna, ha dei limiti strutturali. Medito ancora (da fine dicembre) un post in cui spiegarmi meglio. Magari oggi lo scrivo.
un abbraccio ad entrambi. mp
Posta un commento